di Mario De Michele

Renzi, se ci sei batti un colpo. Il silenzio assordante del Pd sul “caso” Nicola Caputo fa più rumore di un elefante in un negozio di porcellane. L’eurodeputato dem oggi è stato sbattuto in prima pagina sul “Fatto quotidiano”. Il giornale diretto da Travaglio ha ricostruito la vicenda giudiziaria che vede coinvolto l’europarlamentare, indagato per voto di scambio nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli sul Comune di Villa di Briano. Secondo i pm, Caputo sarebbe stato il “referente dei Casalesi” in Regione Campania ai tempi in cui era consigliere regionale. Accuse gravi seppure tutte da dimostrare e già ampiamente pubblicate dagli organi di informazione il 17 luglio del 2014. Oggi il “Fatto” approfondisce la vicenda in “apertura” del giornale con due elementi in più: Caputo è indagato e a fine mese sarà ascoltato dai pm antimafia. E i leader e il popolo dei 5 Stelle, sotto attacco da giorni per il caso Quarto, si scatenano sul web. Ad aprire le danze è Beppe Grillo sul suo blog: “L'attuale europarlamentare Pd Nicola Caputo, secondo i PM è stato "il referente dei Casalesi in Regione" #CaputoDimettiti”. A ruota sono intervenuti, tra gli altri, Alessandro Di Battista e Carla Ruocco. Poi una cascata di commenti sui social. Poco prima delle 13.00 la “discussione” su Caputo ha raggiunto il primo posto in Italia per numero di tweet. Eppure in casa Pd, almeno fino al momento in cui scriviamo, nessuno si è degnato di dire una parola. Neanche un sibilo. Nulla di nulla. A Roma non c’è stato un esponente dem che ha preso posizione. A favore o contro. Neanche frasi di circostanza: “Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura”. Oppure piccate controrepliche: “Sciacallaggio mediatico”. Niente. Silenzio assoluto. Un atteggiamento da fare invidia a Ponzio Pilato. Sarebbe doveroso invece che Renzi e company dicessero la loro. Che difendessero o scaricassero Caputo. Perché il silenzio è ambiguo e inaccettabile. Sono forse i dem per primi a nutrire dubbi sul loro eurodeputato? Lo considerano un problema politico? Bene, allora prendessero provvedimenti. Lo sospendessero dal partito. Saranno pure “forcaioli”, cosa che gli contestiamo anche noi, ma i 5 Stelle almeno sono coerenti. Hanno cacciato il sindaco di Quarto e hanno preso le distanze dall’amministrazione locale. Il Pd è muto. E non muove un dito, invece. Una differenza abissale. Sia chiaro, noi siamo sinceramente garantisti e fino a prova contraria Caputo è innocente. Ma il problema è politico. E va affrontato. Dov’è la deputata europea Pina Picierno che ha annunciato un tour nei Comuni in odore di camorra? Proprio lei che a Villa di Briano ha avuto un boom di voti, che ne pensa di questa vicenda? Dovrebbe difendere Caputo, visto che trascorre parte del suo tempo nel Parlamento europeo a farsi le foto con lui. E perché la senatrice Rosaria Capacchione, presidente provinciale dei garanti del Pd casertano, annuncia provvedimenti nei confronti di Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna, per presunti rapporti con l’ex primo cittadino Fortunato Zagaria, imputato per fatti di camorra, mentre non è mai intervenuta e non interviene, almeno sul piano politico, sulle vicende giudiziarie che riguardano Caputo? Evidentemente lo considerano estraneo ai fatti che gli vengono contestati. E allora lo dicessero. Lo dica Guerini. Lo dica Serracchiani. Lo dica Tartaglione. Lo dicano i dirigenti e i rappresentanti istituzionali del Pd casertano. E lo dica Renzi che 16 gennaio farà tappa proprio a Caserta. Parli ora, oppure taccia per sempre.

 

 





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