Prosegue il dibattito nel Pd casertano all’indomani del nostro editoriale (leggi) sullo stato di (non) salute del partito. Oggi ospitiamo volentieri l’intervento di Salvatore Marcello, segretario del Pd di Castel Volturno, un altro esponente che profonde quotidianamente il suo impegno politico sul territorio e non nelle stanze dei bottoni.

di Salvatore Marcello*

Dieci giorni fa ho mandato una mail alla segreteria provinciale e regionale del mio partito per avere chiarimenti in merito al metodo di selezione utilizzato per scegliere i ragazzi che avrebbero partecipato all’iniziativa “Classe Democratica”. Come è facile intuire non ho ricevuto alcuna risposta. Non sono dispiaciuto del fatto di non esser stato selezionato, mi dispiace la poca trasparenza, la mancanza di dialogo interno, e la gestione sempre più lontana dalla normalità della federazione casertana. Il PD casertano vive un lungo periodo di crisi: un buco nero politico ed istituzionale che per quanti sforzi si facciano sembra lontano dall’essere risolto. La selezione della nuova e futura classe dirigente è uno dei nodi fondamentali: formare i giovani sulle basi della meritocrazia, della trasparenza e della sana cultura politica sarebbe il primo passo importante, fondamentale, per uscire dal baratro. Continuare, ancora oggi, come sempre con le stesse dinamiche che hanno, oggettivamente, devastato l’immagine del nostro Partito è controproducente oltre che politicamente inopportuno. C’è bisogno che questo partito, dagli iscritti fino alle più alte cariche istituzionali, cominci ad inanellare tante piccole rivoluzioni quotidiane. Solo così si potrà costruire un Partito nuovo e forte alla vigilia di tante importanti elezioni amministrative ma soprattutto alla vigilia di un congresso provinciale per l’elezione del nuovo segretario che sembra essere di fondamentale importanza per le sorti del Partito. E’ strano come in questo Partito si tenda a dimenticare tutto con una velocità sconcertante: usciamo da un segretario che era stato plebiscitario, era stato votato sulla base di accordi politici presi altrove che nel giro di un anno erano caduti lasciandolo dapprima con un coraggioso manipoli di “fedelissimi” e poi da solo (dal giorno delle sue dimissioni non se ne ha notizia alcuna). Piuttosto che imparare la lezione e cercare di agire diversamente, ancora una volta, si punta a “sistemare” la situazione nelle città al voto e solo dopo, sulla base degli equilibri che si saranno formati si andrà a delineare la nuova segreteria. E ancora una volta, questi equilibri cambieranno, e ancora una volta il partito non avrà una guida politica. Non c’è lo straccio di un programma, un’idea, una proposta. Eppure basterebbe normalizzare il partito, unire i circoli, occuparsi delle “situazioni delicate” con un minimo di indipendenza ma sempre col massimo confronto per far fare a questo partito dei salti in avanti giganteschi. A quanto pare, però, è più importante litigare per perdere le elezioni o nella malaugurata ipotesi in cui si vincano, abbandonare a se stesse le amministrazioni: fino a quando ognuno mantiene stabilmente la propria posizione è consentito tutto. Strano perché sento continuamente che questa federazioni è piena di renziani: renziani che non vogliono cambiare le cose, renziani che non vogliono rottamare, renziani che non vogliono riformare il partito. Renziani casertani, insomma. Spero di sbagliarmi su tutta la linea: spero di ricevere domani una risposta alla mia mail, spero di leggere oggi stesso della convocazione dell’assemblea provinciale e i programmi dei candidati. Spero.

*Segretario PD Castel Volturno





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