di Luca Leva

E’ partita un attimo dopo l’attentato alla redazione del giornale Charlie Hebdo l’ormai nota retorica razzista contro gli islamici di tutto il mondo, nessuno escluso. Talmente evidente, pericolosa e strumentale è stata la parzialità dei media e della politica, che mentre tutta l’attenzione dell’occidente era concentrata sui fati di Parigi, i guerriglieri di Boko Haram lasciavano a terra centinaia di vittime e nessuno ne parlava. È bastato qualche fondo di giornale e qualche servizietto televisivo per lavarsi la coscienza e ritornare a parlare di Parigi. Un po’ come a dire che 100 morti africani valgono meno di 12 morti europei. Quasi come fossero già tutti su una linea di partenza immaginaria, al primo sparo, politici, giornalisti, presunti opinionisti, manipolatori e opportunisti vari, stanno ancora gareggiando a chi la spara più grossa L’apice della polemica anti-islam si è forse raggiunto nella giornata di ieri, quando l’assessore all’istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan ha diramato una circolare in tutte le scuola della Regione nella quale si augurava che le famiglie degli studenti musulmani condannassero apertamente gli attentati terroristici avvenuti a Parigi, a partire dalla strage presso il settimanale "Charlie Hebdo". “E’ stata colpita una capitale dell’Europa in uno dei cardini della nostra civiltà: la libertà di stampa e di espressione. Libertà sconosciute in altri paesi del mondo, certamente impedite in quegli stati a matrice islamica così distanti culturalmente da noi, ma così pericolosamente vicini sia geograficamente che nelle comunicazione rete” “Dobbiamo parlarne e dobbiamo farlo soprattutto nelle nostre scuole, condannando fermamente senza se e senza ma, senza alibi ideologici o assoluzioni auto consolatorie quanto accaduto ed una cultura che predica l’odio verso la nostra cultura, la nostra mentalità, il nostro stile di vita fino ad arrivare all’estremo gesto terroristico.” “È infatti una esigenza necessaria anche per la presenza di tanti alunni stranieri e dei loro genitori nella nostra comunità. Soprattutto a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti, perché se hanno deciso di venire a vivere in Europa, in Italia, in Veneto, devono sapere che sono accolti in una civiltà con principi e valori". “Se non si può dire che non tutti gli islamici sono terroristi, è evidente che tutti i terroristi sono islamici e che molta della violenza viene giustificata in nome di un’appartenenza religiosa e culturale ben precisa”. “Nessuna giustificazione, nessuna tolleranza può essere richiamata per fatti simili e l’Europa civile, libera e laica, che spesso dimentica di essere tale perché cristiana, deve ritrovare la forza di indignarsi e reagire. Sta facendo chiaramente discutere la posizione dell’Assesore Leghista Donazzan: a fronte del richiamo ai principi e ai valori della nostra civiltà è parso ai più decisamente poco civile che una circolare del genere facesse il giro delle scuole del veneto. Le scuole, che dovrebbero essere avamposto di integrazione, scambio culturale, tolleranza e conoscenza, rischiano così di diventare baluardo di differenziazioni raziali, culturali ed etniche. Questo si che genererebbe violenza.





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