Cori, petardi, fumogeni e pesanti disagi per il traffico. I lavoratori di Almaviva e Gepin hanno manifestato oggi a Napoli a sostegno delle due vertenze che li riguardano e che vedono a rischio, tra Napoli e Casavatore, dove sono presenti le due aziende, più di mille posti di lavoro. La manifestazione è partita dalla sede Almaviva di via Brin. Pesanti ripercussioni al traffico, in particolare quando il corteo ha raggiunto via Galileo Ferraris, in prossimità dell'ingresso dell'autostrada. Successivamente i lavoratori hanno attraversato il Corso Umberto per poi raggiungere piazza del Plebiscito, sede della Prefettura. "Chiediamo il ritiro dei licenziamenti - afferma Alessandra Tommasini, segretario generale della Slc-Cgil Campania - altrimenti non è possibile avviare nessun tipo di trattativa. Il governo assuma una posizione forte, decisa e chiara che regolamenti il settore e trovi una soluzione a questa vertenza che si trascina oramai da troppi mesi. Il premier, anziché girare l'Italia per sostenere il Si al referendum, dovrebbe interessarsi maggiormente a queste vicende. Se non si trova una via d'uscita da questa situazione, con un intervento diretto del governo, rischiamo di avere più di mille licenziati tra Gepin, Almaviva, Ericcson, e gli appalti postali". "La manifestazione di questa mattina che si è svolta partendo dalla sede di Almaviva e che ha coinvolto anche i lavoratori Gepin - dichiara in una nota Salvatore Topo, segretario generale Fistel Cisl Campania - si è resa necessaria per mantenere viva la protesta e l'interesse in tutti i soggetti coinvolti nelle vertenze più gravi che il territorio campano sta vivendo in questo momento". "Nonostante i numeri delle adesioni alla manifestazione potrebbero suscitare una mancanza di fiducia nelle organizzazioni sindacali confederali che hanno proclamato lo sciopero e organizzato la manifestazione - conclude Topo - Fistel-Cisl, Uilcom e Slc-Cgil non indietreggeranno di un solo passo affinché si arrivi a scongiurare i licenziamenti in Almaviva". "Il tempo passa in maniera inesorabile - commenta Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom Campania - si accorciano le distanze con il time-out del 18 dicembre. Ovviamente non stiamo fermi, stiamo lavorando a stretto contatto con il livello nazionale per cercare di aprire in tempi brevi il tavolo. Ci opporremo ad ogni iniziativa che vada a penalizzare i diritti dei lavoratori o ad abbassare ulteriormente i salari. Avremo altre iniziative da qui fino al 18 dicembre. Siamo fiduciosi, perché c'è un'attenzione del governo finora mai registrata per queste vertenze, ma la situazione resta molto complicata e complessa". "La città - secondo il commissario della Cgil di Napoli, Walter Schiavella - non può permettersi questo ennesimo, durissimo colpo all'occupazione. Almaviva deve continuare a vivere e a garantire un salario ai suoi 845 dipendenti. Il Ministero dello Sviluppo economico renda efficace finalmente la sua azione con un intervento deciso e forte sui vertici dell'azienda per salvare questa presenza in una delle zone industriali simbolo di Napoli".





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