BeneventoNel Sannio lavorano 1.500 persone in meno rispetto al 2010; addirittura sono oltre 3.700 i posti in meno rispetto al 2010. Si registra un 10,4% in meno di occupati tra il 2008 e 2012. E’ la drammatica condizione occupazionale che ha colpito la provincia di Benevento dall’inizio della crisi economica del 2008. Al termine dello scorso anno i sanniti di età superiore ai 15 anni con una occupazione erano 83.720. Una platea formata, come da con­solidata tradizione, da uomini per il 63% e da donne per il 37%. Ma c’è un rapido peggioramento della situazione andando indietro di soli due anni. Nel 2010, infatti, c’erano 87.473 occupati.

Già nel 2011 gli occupati sono 85.219, fino al minimo storico di 83.720 del 2012. Del resto è inequivocabile l’andamento calante del tasso di occupazione della provincia di Benevento, sceso dal 50,5 per cento del 2004 al 44,4 per cento del 2012 con una perdita secca del 6,1%. Peraltro, al calo degli occupati in provincia di Benevento, corrisponde l’aumento delle persone in cerca di lavoro, che sono diventate 14.000 contro le 11.000 del 2010. In particolare sono alla ricerca di un impiego 7.000 donne (5.000 nel 2010) e quasi 8.000 uomini (6.000 due anni fa). Insomma, nel quinquennio della crisi, vi sono quasi 10.000 posti di lavoro in meno.

E veniamo ai dati economici. Nonostante un buon risultato delle esportazioni nel 2012 (+2,7%), ottenuto anche grazie a un riposizionamento competitivo su alcuni mercati emergenti e strategici, i riflessi del ciclo recessivo nazionale sull’economia del Sannio si rivelano più intensi di quanto verificatosi in altri contesti. Il valore aggiunto provinciale, fra 2008 e 2011, diminuisce di 7,6% punti in termini nominali, a fronte di un calo dell’1,4% a livello regionale e di una stazionarietà (+0,3%) su base nazionale. Ancora nel 2012, e per il secondo anno consecutivo, il valore aggiunto provinciale segnala un nuovo calo (-0,8% in termini nominali) in linea con il dato nazionale, che, per quanto meno pesante rispetto ad altre province campane, mantiene Benevento in una situazione di stallo economico, con una ulteriore contrazione dell’attività produttiva.

Tale flessione dell’attività produttiva si riflette in un diradamento del tessuto imprenditoriale: nonostante la richiamata vitalità dell’imprenditoria giovanile, anche se spesso indotta più da necessità occupazionali, nel 2012 la variazione delle unità produttive attive risulta negativa (-0,2%), risentendo soprattutto della diminuzione delle imprese agricole, del commercio, delle attività manifatturiere, dell’edilizia e di alcuni settori terziari legati al turismo (alloggio e ristorazione, agenzie di viaggio, servizi di noleggio). Gli altri settori compensano solo in parte tali riduzioni. In questo contesto, il numero di imprese in fallimento o liquidazione cresce del 26% fra 2008 e 2012, arrivando a coinvolgere 421 unità produttive, a fronte del più modesto incremento regionale (0,2%) e nazionale (+4,6%). Tale incremento è da attribuirsi ai picchi del 2009 e del 2011, mentre, nel 2012, si registra una riduzione (-12,5%) in controtendenza rispetto all’incremento nazionale (+3,2%). Tuttavia,  l’incremento delle ore di CIG erogate in provincia di Benevento nel corso del 2012, pari a 7.616.871, che rappresentano più del doppio di quelle erogate nel 2011 (3.516.123), con un aumento del 116,6%, che è secondo a livello nazionale solo alla provincia di Lucca (+118,9%), lascia intendere che il fenomeno dell’aumento del numero delle crisi aziendali proseguirà anche nel 2013, come in effetti sta avvenendo.

C'è, infine, un fenomeno sul quale soffermarsi: il 6,9% delle imprese sannite è già oggi gestito da titolari con meno di 30 anni d’età. Significa che molti giovani, non trovando un’occupazione stabile, si mettono in proprio e fanno impresa. I settori in cui questo avviene sono la green economy, il turismo, la ristorazione e i servizi di intrattenimento sportivi e artistici, nonché la cooperazione.

La crisi dura da sei lunghi anni e bisogna ritrovare la via maestra per rimediare alla grave situazione di stagnazione. Il Sannio sta accusando una forte depressione economica. Le istituzioni locali devono impegnarsi di più e dimostrare maggiore maturità politica, avviando una gestione condivisa della governance. Bisogna innalzare il tasso occupazionale e frenare l’amaro fenomeno dell’emigrazione giovanile. Dinanzi al commissariamento della provincia di Benevento e alla morte clinica del comune di Benevento, bisogna trovare il coraggio di fare sintesi.

Vi è bisogno di un tavolo istituzionale permanente per sostenere gli interessi che più stanno a cuore: sfruttare le potenzialità del territorio, ridare fiducia agli imprenditori e mirare a produzioni di qualità. Resta viva ancora la capacità di esportare i prodotti dell’agro-industria, mentre grosse sono le difficoltà negli altri settori, a cominciare da quello edilizio.





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