Non ha deluso le aspettative Vinicio Capossela. La seconda serata del festival di Settembre al borgo è stata una fusione di arte letteraria e musicale, un mix di emozioni come solo il cantautore irpino sa regalare. La peculiarità della sua voce nasale, la composizione delle sue melodie e la cornice dei cori dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso e Monte dei Morti di Sessa Aurunca (da qui il tema Leitourghia) hanno dato vita ad un’atmosfera mistica che ha letteralmente stregato il pubblico. Durante l’esibizione il poliedrico artista ha toccato più temi, omaggiando i morti in mare dei cosiddetti viaggi della speranza. A seguire un brano i cui versi richiamano antiche battaglie dell’Iliade di Omero: “La lancia del Pelide/Magico dono/ Per un verso ferisce e per l’altro guarisce…”. Un’arma questa che può infliggere gravi ferite e nel contempo l’unica che può guarirle. Una metafora omaggio alla sacralità della donna che può spezzare cuori e nel contempo l’unica a poterli guarire. Ma le emozioni non finiscono. Sì è passati con due brani omaggio al Caravaggio, grandissimo pittore di fine ‘500. L’esibizione di Capossela si è conclusa con dei brani storici: “Il ballo di San Vito” tratta dall’omonimo album del 1996, “Brucia troia” e “Ovunque proteggi”. Anche quest’ultima dall’omonimo album del 2006. Le sorprese del festival di Settembre al borgo non finiscono qui: questa sera, 6 settembre, all'Anfiteatro della Torre ci saranno gli Avion Travel.

Luigi Viglione


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