In data 30-12-2016 è stato approvato con una Delibera di Giunta un importante protocollo d’Intesa tra la città di Caserta, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università L. Vanvitelli, la Camera di Commercio, Confindustria Caserta con la rete San Leucio Textile per la creazione di “un centro di cultura e di sviluppo dell’arte serica”. Dopo tanti anni di abbandono, finalmente qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta. Infatti il protocollo rappresenta una concreta volontà di fare rete e creare sinergie tra istituzioni ed enti territoriali per progettare e mettere in campo idee innovative per la piena valorizzazione e fruizione di uno dei siti simboli della nostra storia ed identità, riconosciuto dall’Unesco come ”patrimonio dell’umanità”. In primo luogo si rilancerà il Museo della Seta, per poter diffondere e promuovere la storia e la cultura del sito insieme all’altro grande attrattore la Reggia Vanvitelliana – fino al Real Sito di Carditello – per dare vita ad un vero e proprio “Itinerario turistico dei siti reali” in Terra di Lavoro ed in Campania. Nello stesso tempo la rete San Leucio Textile – insieme con le imprese del settore – si impegna a promuovere anche la produzione della seta, che dopo tanti anni ha ottenuto anche un marchio di riconoscimento come bene di eccellenza a livello mondiale. Infine, sono previste anche attività formative nell’ottica dell’alternanza scuola-lavoro, che saranno curate dall’Università a partire dalla conoscenza dell’antica arte della seta, dei suoi preziosi manufatti di tipo industriale ma anche artigianale, artistico, con l’intento di portare a valore antichi mestieri e competenze grazie anche all’uso delle nuove tecnologie. A tal fine è stato insediato anche un apposito Comitato Tecnico – composto dai rappresentanti dei vari enti sottoscrittori del protocollo, a cui toccherà il compito di definire progetti di fattibilità, percorsi di ricerca e di valorizzazione. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti. A nostro avviso di tratta di un atto istituzionale di rilevanza, che potrà avere importanti ricadute sul futuro delle politiche di sviluppo e di innovazione nel nostro territorio. Nello stesso tempo va fatto notare che il protocollo è carente su un punto che noi consideriamo fondamentale. Per poter promuovere politiche ed azioni di sviluppo locale fondate sulla coesione sociale, non basta coinvolgere le imprese. Occorre allargare la partecipazione e condivisione anche alle altre forze sane e produttive del territorio, a partire dal mondo del lavoro. Per una vera e moderna concertazione non può mancare l’apporto della cultura delle professionalità e dei diritti espressa dai sindacati e dalle loro rappresentanze aziendali. Nello stesso tempo – così come viene ben espresso in un’altra recente delibera approvata dalla Giunta – bisogna rendere protagonisti anche i cittadini democratici, il mondo del terzo settore e del volontariato, per poter avere una reale gestione partecipata e condivisa dei beni comuni e culturali. Per questo ci rivolgiamo al sindaco ed al presidente di San Leucio Textile per chiedere a nome del FTS Casertano e delle Associazioni culturali di aprire un confronto per coinvolgere la città nella gestione del protocollo – a partire dalle associazioni attive nel Borgo Leuciano, da reti di competenze come AISLo, che ha presentato un progetto al Ministero delle politiche sociali, che si chiama "Ri-conoscere Caserta" e si propone di progettare e realizzare attività di giovani e studenti per "promuovere la tutela, valorizzazione, fruizione del patrimonio culturale di uno specifico sito (S. Leucio) attraverso la realizzazione di pratiche di cittadinanza attiva e di solidarietà sociale messe in atto da parte di giovani”, e le stesse Piazze del Sapere.

Pasquale iorio





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