A seguito di quanto accaduto nella giornata di ieri in cui è circolata la notizia di una presunta cattiva gestione di una paziente 72enne di Pompei ricoverata all’ospedale di Eboli, risultata poi positiva al Coronavirus, nella tarda serata è stata diffusa una nota, a firma del direttore sanitario Mario Minervini, per spiegare come si sono svolti i fatti.

“La paziente giunta al PS del Presidio da Campolongo Hospital in data 5/03/2020 con diagnosi di “polmonite nosocomiale” è stata ricoverata nella UOC di Medicina in una stanza singola dove è stata visitata da personale medico e assistita da personale dedicato e dotato di idonei DPI. Ipotizzata l’esistenza di criteri epidemiologici oltre che clinici, sono state messe tempestivamente in atto tutte le procedure previste per il “caso sospetto” di COVID-19, incluso l’isolamento, la delimitazione dell’area e l’effettuazione del tampone nasofaringeo, inviato al Laboratorio del Cotugno. Alla luce della positività del tampone, ricevuta intorno alle 16:00 del 6/03/2020, si è subito provveduto ad identificare i contatti diretti (n. 18 operatori sanitari tra medici, infermieri, personale di supporto, OSS e 118), per ricostruire la “catena di contagi” così da evitare l’ulteriore diffusione dell’infezione, e a comunicarli al SEP territorialmente competente. Contestualmente è stato disposto il trasferimento della paziente al Cotugno e l’immediata sanificazione degli ambienti. È bene precisare, infine, che la Direzione Sanitaria Presidiale ha coordinato le varie operazioni, supportata dai Responsabili delle UU.00. coinvolte e dal Direttore del Dipartimento dell’Area Critica, non alimentando dannosi allarmismi e in un clima di massima collaborazione e disponibilità”.

 

 

 

A seguito di quanto accaduto nella giornata di ieri in cui è circolata la notizia di una presunta cattiva gestione di una paziente 72enne di Pompei ricoverata all’ospedale di Eboli, risultata poi positiva al Coronavirus, nella tarda serata è stata diffusa una nota, a firma del direttore sanitario Mario Minervini, per spiegare come si sono svolti i fatti.

“La paziente giunta al PS del Presidio da Campolongo Hospital in data 5/03/2020 con diagnosi di “polmonite nosocomiale” è stata ricoverata nella UOC di Medicina in una stanza singola dove è stata visitata da personale medico e assistita da personale dedicato e dotato di idonei DPI. Ipotizzata l’esistenza di criteri epidemiologici oltre che clinici, sono state messe tempestivamente in atto tutte le procedure previste per il “caso sospetto” di COVID-19, incluso l’isolamento, la delimitazione dell’area e l’effettuazione del tampone nasofaringeo, inviato al Laboratorio del Cotugno. Alla luce della positività del tampone, ricevuta intorno alle 16:00 del 6/03/2020, si è subito provveduto ad identificare i contatti diretti (n. 18 operatori sanitari tra medici, infermieri, personale di supporto, OSS e 118), per ricostruire la “catena di contagi” così da evitare l’ulteriore diffusione dell’infezione, e a comunicarli al SEP territorialmente competente. Contestualmente è stato disposto il trasferimento della paziente al Cotugno e l’immediata sanificazione degli ambienti. E’ bene precisare, infine, che la Direzione Sanitaria Presidiale ha coordinato le varie operazioni, supportata dai Responsabili delle UU.00. coinvolte e dal Direttore del Dipartimento dell’Area Critica, non alimentando dannosi allarmismi e in un clima di massima collaborazione e disponibilità.





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