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Dopo 14 anni dall’omicidio commesso è stato arrestato Giuseppe Zappella. I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della locale Direzione distrettuale Antimafia. L’uomo, 33 anni, è ritenuto responsabile di omicidio e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo. Il provvedimento cautelare, eseguito stamattina, è stato emesso all’esito di una intensa e articolata attività di indagini coordinata dalla Dda partenopea in relazione all’uccisione di Aldo Pezzella avvenuta a Napoli, all’interno di una bar in via Luigi Volpicella, il 21 febbraio 2005. Gli indizi a carico dell’indagato sono stati acquisiti grazie alle attività di intercettazione, telefoniche e ambientali, attivate nell’immediatezza dei fatti. Poche ore dopo l'omicidio di Pezzella le forze dell’ordine intervenivano presso il garage in uso Antonio Zappella, padre dell’odierno indagato, laddove si erano presentati sei uomini armati che esplodevano colpi d’arma da fuoco e appiccavano un incendio che distruggeva gli automezzi custoditi all’interno. Le investigazioni hanno permesso di inquadrare i citati eventi delittuosi nell’ambito di una faida familiare tra le famiglie Pezzella e Zappella, iniziata nel 2002 con l’omicidio di Ciro Zappella. Giuseppe Zappella, subito dopo l’omicidio, si era reso irreperibile raggiungendo dapprima il basso Lazio, poi l’Emilia Romagna e quindi il Messico per evitare ritorsioni dei Pezzella che si erano organizzati con apposite ronde nel quartiere di San Giovanni per individuare e colpire beni e persone legate ai Zappella.

 

 





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