Oggi Luigi Di Maio torna nel suo liceo a Pomigliano D’Arco, agli studenti e alle studentesse è stato vietato di parlare con il ministro da dirigenza e collegio dei docenti, provando a prevenire una qualsiasi forma di contestazione. Il clima di sopraffazione sta entrando nelle scuole in tutti i modi, sembra che il diritto alla parola sia diventato meno importante di una qualsiasi passerella. L’Unione degli Studenti Pomigliano oggi è in presidio per dare una risposta a chi ha minacciato gli alunni e le alunne dell’Imbriani, per manifestare una posizione in netto contrasto alle politiche di questo governo, per dare voce non solo al convegno che narra la scuola bene di Pomigliano, ma per evidenziare tutti i problemi che gli istituti prima della città e poi di tutta la provincia vivono ogni giorno.
“Siamo in 300 stamattina alle porte del liceo Imbriani, non abbiamo paura di raccontare quello che è successo in questi giorni, né tanto meno abbiamo paura di raccontare le pessime condizioni in cui siamo costretti per tutto l’anno scolastico. Di Maio ci dovrà ascoltare, adesso è obbligato“ dichiara Luca Iuliano Coordinatore dell’Unione degli Studenti Pomigliano.
“Sono i tagli alla pubblica istruzione di cui vogliamo sentir parlare, nessun convegno, nessuna premiazione, vogliamo spiegazioni concrete e vogliamo che le proposte degli studenti vengano prese in considerazione”. Così Manuel Masucci, Coordinatore dell’Unione degli Studenti Campania.

 

 





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