Sospensione della cassa integrazione, da luglio del 2014 a luglio del 2015, per 23 lavoratori del reparto logistico Fca di Nola. Il tribunale del lavoro di Nola ne sancisce l'illegittimità in quanto nell'accordo non sono stati specificati "i criteri di scelta" per la rotazione, disponendo anche il risarcimento della differenza di retribuzione alle tute blu. Il giudice del lavoro di Nola, Daniela Ammendola, ha infatti accolto il ricorso presentato dagli avvocati dello Slai Cobas, Arcangelo Fele e Daniela Sodano, nel quale le tute blu iscritte al sindacato di base chiedevano, tra l'altro, l'accertamento "dell'illegittimità del permanere della sospensione in cig dei lavoratori, per completare il processo riorganizzativo aziendale solo parzialmente realizzato nei due anni precedenti, nonché dei relativi 'vizi' sia di procedura che del successivo accordo sindacale di esame congiunto".
Nella sentenza, il giudice del Lavoro sottolinea che "in caso di cigs per l'attuazione di un programma di ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale che implichi una temporanea eccedenza di personale, il provvedimento è illegittimo qualora il datore di lavoro ometta di definire gli specifici criteri di individuazione dei lavoratori che devono essere sospesi", aggiungendo che "dall'esame della comunicazione aziendale di apertura della cigs e del successivo accordo tra Fca e sindacati del 10 luglio 2014 appare evidente che non è adeguatamente circostanziato il criterio in base al quale saranno individuati i lavoratori da impiegare progressivamente".

 

 





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