“La situazione peggiora sempre più. Siamo sotto attacco della criminalità organizzata. La situazione dei roghi in Campania necessita di controllo da parte delle amministrazioni comunali nonché dello stato che ci ha abbandonato”. È questa l’amara denuncia di Giovanni Papadimitra, portavoce del comitato cittadino ‘Parete basta roghi!’. Papadimitra è uno degli organizzatori della manifestazione contro i roghi che si è tenuta, riscuotendo un grande successo, ieri sera a Parete. Il comitato cittadino insieme ai parroci delle parrocchie San Pietro Apostolo e S.S. Trinità, le associazioni culturali, ricreative, le imprese produttive del territorio comunale e dell’area giuglianese e aversana ha aggregato un fiume di cittadini volenterosi in piazza Giovanni Paolo II. Ma la comunità seppur numerosa da sola non può risolvere la situazione: è questo il grido di indignazione dei partecipanti. Uno degli scopi principali è stato quello di richiedere l’attenzione delle forze politiche al drammatico problema partendo dall’amministrazione comunali guidata dal sindaco Gino Pellegrino.

La gente è stanca delle solite promesse del primo cittadino. Non è più sostenibile vivere barricati in casa per difendersi dall’aria malsana e vedere cumuli giganteschi di rifiuti che da un momento all’altro attendono solo di essere incendiati. Finora la giunta Pellegrino ha fatto poco o nulla. Solo proclami. Parole al vento avvolte dal fumo nero dei roghi. Al netto della propaganda, stucchevole e ormai indigesta, il sindaco e la sua maggioranza hanno fatto poco o nulla sul pianto del controllo e della vigilanza del territorio. “Dopo il consiglio comunale tenutosi in piazza lo scorso 8 luglio – sottolinea Papadimitra (come dargli torto?, ndr) - non c’è stato più alcun intervento. Un’iniziativa che non ha portato a nessun atto concreto. Ci poniamo in atteggiamento collaborativo con l’amministrazione, abbiamo manifestato i nostri intenti e attendiamo delle risposte”. Il comitato mira a smuovere le coscienze e a far sì che immediatamente dopo la partecipazione cittadina arrivino i provvedimenti politici.

“La nostra scelta è stata quella di coinvolgere le persone comuni che sono sempre più compatte e numerose intorno a noi, ma ci aspettiamo anche reazioni dagli organi preposti. Senza entrare in polemica dato che gli amministratori locali sono molto attivi sui social avrebbero almeno potuto fare un comunicato in cui dichiaravano di sposare la volontà popolare e le rivendicazioni di un tessuto sociale che altro non vuole che il diritto alla salute e il bene comune”.

Insomma come sempre Pellegrino e company nel mondo reale scompaiono. In quello virtuale invece il sindaco e la giunta sono sempre presenti. Ehilà? C’è qualcuno? Mayday, mayday. Terra chiama Pellegrino. Lui non risponde. 
Papadimitra insieme alle altre associazioni porta comunque avanti la causa sapendo di contare sull’appoggio di tante persone e sperando di ottenere nel più breve tempo possibile soluzione concrete: “Soddisfatto della grande partecipazione della comunità, ma le amministrazioni devono unirsi e operare, nonché farsi avanti con gli organi sovracomunali per risolvere davvero il problema”.

Valentina Piermalese

 

 





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