Giovanni Pontillo, 59 anni, è stato trovato impiccato in carcere. L’allarme è scattato immediatamente ma per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Ancora ignoti i motivi di quello che appare come un gesto estremo che arriva due settimane dopo il verdetto di condanna a 20 anni in primo grado. Il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Napoli ha disposto l’esame autoptico sulla salma rinvenuta senza vita nella notte all’interno della sua cella del carcere di Secondigliano dove era detenuto da un anno in seguito alla maxi operazione Unrra Casas effettuata dai carabinieri per contrastare lo spaccio di droga a Marcianise. Pontillo era ritenuto dalla Dda di Napoli uno dei due referenti principali dell’organizzazione che aveva garantito una pax sugli affari legati allo smercio di stupefacenti tra i Belforte e i Piccolo. Alla luce del suo ruolo all’uomo, che avrebbe compiuto 60 anni a dicembre, era stata inflitta la pesante condanna nonostante avesse chiesto di essere giudicato con rito abbreviato.
La salma di Pontillo è stata trasferita all’istituto di medicina legale del Secondo Policlinico per l’autopsia. Dopo il test la salma sarà riconsegnata ai familiari per il rito funebre. Pontillo era originario di Capodrise ma era residente da tempo nel Parco Unrra Casas di Marcianise, il rione bunker da dove era nata l’inchiesta e il relativo processo. Uno dei personaggi chiave non vedrà la conclusione di questo procedimento.

 

 





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