La Polizia di Stato di Aversa, diretta dal primo dirigente Vincenzo Gallozzi e dal commissario capo Vincenzo Marino, ha arrestato e condotto in carcere Arturo Tangredi, 40 anni, che ora dovrà scontare quasi 6 anni di reclusione, frutto di un cumulo di pene concorrenti per truffa, ricettazione e reati patrimoniali. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Trento. Nella vicenda furono coinvolte, come detto, altre tre persone: condannati in Appello a 2 anni e 8 mesi Giovanni Profita, allora ventinovenne, di Aversa; Maddalena Maisto, 25 anni nel 2016 di Giugliano in Campania; in primo grado Manuel Di Mare, allora 22 enne di Aversa, aveva patteggiato 1 anno e 11 mesi di reclusione.

Nel procedimento citato, cioè quello relativo al solo caso della Cassa Rurale, anche Arturo Tangredi era stato condannato in Appello a 2 anni e 8 mesi. Questa condanna, cumulata ad altre già passate in giudicato, lo ha portato a superare di gran lunga il limite per l’applicazione di pene alternative al carcere. Tangredi dovrà espiare la pena definitiva di anni 5 mesi 10 e giorni 11 di reclusione. Il soggetto veniva ricercato dai poliziotti in maniera costante fin dalle prime ore del mattino per poi essere rintracciato in serata nei pressi di Via Caravaggio ove la Polizia Giudiziaria procedeva materialmente al suo arresto.

Terminati gli atti di rito, Tangredi è stato associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione rappresenta inevitabilmente il frutto della dedizione e della costanza operativa svolta da parte del personale del commissariato di Aversa.

 

 





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