Un blitz fondamentale per smantellare probabilmente una rete nazionale di falsari altamente specializzati e porre fine a un giro di denaro taroccato di centinaia di milioni di euro. Quello messo a segno dai carabinieri di Orta di Atella è un colpo che potrebbe rivelarsi decisivo nelle indagini per sgominare una ramificata e diffusa organizzazione criminale dedita alla produzione di soldi falsi. Gli uomini dell’Arma, guidati dal comandante Antonio Di Resta, hanno tratto in arresto una coppia che aveva trasformato la propria abitazione in una vera e propria fabbrica di banconote contraffatte. Al termine di articolate e meticolose indagini gli uomini della Benemerita hanno messo le manette ai polsi del 30enne Francesco Parolisi e della 28enne Luisa Velotto, pregiudicata. I carabinieri hanno fatto irruzione in una casa in via Masseria del Barone ad Orta di Atella tra l’Adhoc e il bar Beatifull.

All’interno hanno rinvenuto un computer portatile, una stampante laser, una taglierina termica, una plastificatrice termica, numerosi oleogrammi di fabbricazione cinese e 177 fogli formato A4 utilizzati come prove di stampa per banconote del taglio di 5, 20, 50 e 500 euro, oltre a 274 banconote contraffatte del medesimo taglio per una somma complessiva di circa 130mila euro. Insomma, si trattava di una vera e propria tipografia di soldi falsi munita di strumenti d’avanguardia per avviare e completare una filiera milionaria. Con l’attrezzatura sequestrata dagli uomini della Benemerita potevano essere prodotti in un solo giorno tra i 500mila e il milione di euro. Le montagne di banconote false venivano vendute all’ingrosso.

Verosimilmente i falsari ortesi sono solo la punta di un iceberg che si estende al territorio nazionale e forse anche europeo. In quest’ottica la brillante operazione condotta dal comandante Antonio Di Resta e dai suoi uomini assume maggiore rilevanza. Si tratta dei primi arresti di persone appartenenti a un’organizzazione criminale che va ben oltre il Comune di Orta di Atella. Ripetiamo, è molto probabile che la coppia finita in manette faccia parte di una rete internazionale di fabbricanti di soldi falsi. Per miliardi di euro.

Mario De Michele

 

 





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