Scarcerato perché gli fu diagnosticata la cecità e ciò consentì a Giuseppe Setola di fuggire e dare vita a una delle pagine più cruente della storia criminale del Casertano L’oculista pavese Aldo Fronterrè mise nero su bianco che Setola, il boss stragista, era cieco. Ed è per questo motivo che il medico è stato condannato a dieci anni e sei mesi dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione mafiosa. Nove anni sono stati invece comminati per simulazione di reato a Setola. Per la Dda, pm Alessandro Milita, il professionista lombardo presentò false attestazioni mediche consentendo al ras casalese, nel gennaio 2008, di ottenere i domiciliari in un appartamento vicino alla clinica Maugeri di Pavia, dove si sarebbe dovuto curare; il 18 aprile dello stesso anno, però, Setola scappò dalla clinica, dando inizio alla sua latitanza e alla stagione del terrore: si lasciò alle spalle i cadaveri di diciotto morti ammazzati. Tra loro i ghanesi sterminati a Castel Volturno nella strage di San Gennaro. Il presidente ha inviato gli atti in Procura su ulteriori certificati medici dando il via a nuove indagini sui favori che il boss avrebbe ottenuto per tornare libero. Gli imputati sono stati rappresentati dagli avvocati Paolo Di Furia e Pasquale Coppola.
Il dispositivo emesso dalla II sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere getta ombre anche sulla direzione sanitaria del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere. I giudici hanno infatti dichiarato la falsità parziale del diario clinico di Setola in relazione alle certificazioni effettuate da due medici del carcere tra il 2004 e il 2006.

 

 





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