È stato un San Valentino nero per Enzo Guida ed Erika Alma. Il sindaco di Cesa e l’ex presidente del consiglio comunale, compagni di vita e di partito (Pd), sono stati rinviati a giudizio per una serie di gravi ipotesi di reato. Il decreto è stato adottato dal Gup Grunieri. Molto più pesante la posizione del primo cittadino. È imputato per atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, simulazione di reato e danneggiamento ai danni della moglie Assunta Bove. I due sono di fatto separati. Ma giuridicamente sono ancora sposati. Nei guai anche Erika Alma, attuale compagna del sindaco Guida, a giudizio per diffamazione nei confronti di Raffaele De Michele. Anche lui esponente del Pd. La prima udienza è stata fissata il prossimo 21 giugno davanti al giudice monocratico Cioffi.

La Alma è difesa dall’avvocato Giuseppe Stellato. Guida si è affidato a Vittorio Giaquinto. Il legale della Bove è Teresa Manente mentre quello di De Michele è Ilaria Boiano. Due valenti e apprezzati avvocati, o avvocate come preferisce qualcuno. Il sindaco di Cesa Enzo Guida è già sotto processo in un altro procedimento. In questo caso deve rispondere dell’accusa di lesioni personali e stalking. In concorso con il figlio è stato rinviato a giudizio per atti persecutori anche il padre Domenico Guida, ex consigliere comunale alla metà degli anni ’90. L’iter giudiziario prese il via il 19 febbraio del 2017. Assunta Bove denunciò il marito, allora vivevano assieme, per aggressione e lesioni. I due arrivarono alle mani dopo un furibondo alterco.

Il primo processo è iniziato lo scorso settembre con rito immediato su richiesta del pubblico ministero. La prossima udienza si terrà il prossimo 20 febbraio. Dal gennaio 2018 sia il sindaco Guida che il padre sono destinatari del divieto di avvicinamento ad Assunta Bove. Nei due procedimenti sono stati ascoltati già molti testimoni. Altri ancora saranno sentiti nei prossimi giorni. Non siamo adusi a inscenare processi mediatici. Per quelli ci sono le aule di giustizia. Però consentiteci almeno di dire che comunque andrà si tratta di una brutta storia.

Mario De Michele





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