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Denunciate quarantanove persone tra professionisti, direttori di istituti di credito, pubblici ufficiali, amministratori e prestanome, scoperti 1.214 lavoratori irregolari e una maxi frode fiscale da 60 milioni di euro a Fiumicino: e' il bilancio delle indagini dei finanzieri del comando provinciale di Roma, diretti e coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, che hanno scoperto e disarticolato un'organizzazione criminale.

La frode fiscale e' stata attuata da un gruppo di consulenti fiscali operanti in uno studio professionale di Roma a beneficio di un noto consorzio, attivo a livello nazionale nel settore del facchinaggio e delle pulizie industriali. La complessa organizzazione criminale emetteva fatture per operazioni inesistenti in modo da manomettere il contenuto delle dichiarazioni fiscali e annullare l'importo delle imposte da versare all'erario. Secondo quanto emerso dalle indagini dei finanzieri, il consorzio, peraltro appaltatore di diverse commesse, pubbliche e private, aveva creato un reticolo di cooperative, formalmente costituite e gestite da prestanome nullatenenti e senza fissa dimora, che, dopo avere emesso un rilevante numero di fatture per operazioni inesistenti a favore di soggetti economici 'normali', venivano fatte improvvisamente scomparire assieme al loro debito tributario. Grazie, pero', ai numerosi documenti ricevuti, i destinatari delle fatture false potevano, nel frattempo, aumentare i costi di esercizio e, conseguentemente, abbattere il proprio carico fiscale. Per i 1.214 lavoratori irregolari scoperti nell'ambito dell'operazione, oltre alle consistenti ritenute fiscali non operate e non versate, e' stato riscontrato l'omesso versamento di contributi previdenziali ed assistenziali per oltre due milioni di euro. I 49 denunciati sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere, di reati fiscali, finanziari e societari.





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