L'ex operaio della Fiat, Agostino Bova, che  ha ammazzato la moglie, ferito la figlia e poi si e' ucciso era stato licenziato

dopo che la vigilanza interna lo aveva trovato in possesso del badge di un altro dipendente in malattia, che lui utilizzava per pranzare nella sala mensa della fabbrica di Termini Imerese. L'uomo lo avrebbe usato 46 volte, per un totale di circa 55 euro. L'indagine scatto' dopo la segnalazione del dipendente in malattia che in busta paga aveva trovato caricati i pasti durante la sua assenza. Bova si giustifico' dicendo di avere trovato il badge in un corridoio dello stabilimento. Ma fu inutile. La Fiat, come in altre occasionI di furto in azienda, fu inflessibile. Da allora, l'ex operaio si chiuse in se stesso. I suoi colleghi lo ricordano come una persona educata, orgogliosa di lavorare per la Fiat, tant'e' che nella tuta da lavoro aveva attaccato la spilla che l'azienda regalava a chi aveva compiuto i trent'anni di attivita' lavorativa. Difficilmente faceva assenze, ricorda un operaio. La moglie era casalinga, la figlia che viveva in casa frequentava l'Universita'. L' operaio per un anno ha beneficiato della disoccupazione , 800 euro circa i primi quattro mesi, fino a circa 500 euro gli ultimi mesi. Da qualche giorno era senza reddito, col mutuo della casa da pagare. Dal luglio del 2009, quando fu licenziato, aveva racimolato un contratto di lavoro di tre mesi, poi qualche lavoretto in nero. ''Quel licenziamento oltre a creare un problema economico serio alla famiglia - racconta un collega che lo ha visto una settimana fa - aveva cambiato Agostino. Non riusciva quasi piu' a guardare in faccia i suoi ex compagni di lavoro, era un tipo orgoglioso''. Una settimana fa si era presentato negli uffici della Uil a Termini Imerese per la dichiarazione dei redditi, il modello Unico. ''Si e' scusato piu' volte per aver ritardato qualche minuto - ricordano all'ufficio - poi ha richiesto il modello Isee, forse gli serviva per l'Universita' della figlia, ed e' andato via''.

La notizia dell'omicidio-suicidio dell'ex operaio della Fiat, Agostino Bova, che dopo aver ammazzato la moglie e avere ferito la figlia si e' ucciso, e' arrivata anche al ministero per lo Sviluppo, dove e' in corso una riunione tra i dirigenti del Lingotto, i sindacati e rappresentanti delle istituzioni locali per discutere del futuro dello stabilimento di Termini Imerese, che l'azienda automobilistica ha deciso di chiudere a fine anno.


E' stato il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, a informare i dirigenti di Fiat e i funzionari del ministero del gesto compiuto dall'ex operaio, licenziato circa un anno e mezzo fa per motivi disciplinari.





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