di Pasquale Iorio*

Caro Renato, dopo tanti anni di condivisione di lotte politiche e civili, devo dirti con sincerità che stavolta non comprendo né condivido la tua nota in merito allo scandalo dell’acqua a Casal di Principe. Perché di questo si tratta: di un vero scandalo perpetrato per decenni (come ti avevo già scritto in una nota riservata). A mia volta sono sorpreso della tua arrabbiatura nei confronti del Commissario Straordinario del comune, che per la prima volta in modo determinato si pone l’obiettivo di riportare alla normalità una intera comunità.

Mi sembra un atto dovuto, di giustizia e legalità. In quanto cittadini siamo tutti tenuti a pagare le tasse per l’uso di beni pubblici (come l’acqua, l’Enel, le tasse sui rifiuti, e quant’altro), anche gli abitanti di Casal di Principe, evitando eccessi nei costi con misure di equità. E’ mia opinione che se non si ripristinano questi sani principi – con diritti e doveri – di cittadinanza, diventa difficile qualsiasi lotta sana contro la cosiddetta “dittatura criminale”, come tu la definisci.

I danni ed i disastri prodotti in questi decenni sono evidenti, li pagano soprattutto i cittadini più deboli in termini di salute ed emarginazione sociale. Su questo concordo pienamente con te, sapendo che bisogna mantenere una coerenza con i valori ed i principi sani su cui fondare una profonda azione di rinnovamento e di coesione sociale. Senza alcuna demagogia! Bisogna guardare ed educare le nuove generazioni, soprattutto per rompere vecchie logiche di appartenenza e di “familismo amorale” che tanti danni hanno prodotto al Mezzogiorno.

Dobbiamo far leva sulle nostre risorse (materiali ed immateriali, sui nostri prodotti di eccellenza e sui nostri giovani talenti) per promuovere una azione di riscatto sociale e civico – come ci ricorda il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo nel suo ultimo libro “L’equivoco del Sud”).

*Vicepresidente nazionale Aislo

 





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