Nel quartiere Salicelle ad Afragola, nei giorni scorsi, è scoppiata una vera e propria guerriglia che ha visto protagonisti circa 400 persone che sono scese in strada, protestando per gli sgomberi attuati dal Comune. Sgomberi, rinviati di volta in volta, sollecitati dalla Prefettura di Napoli

per far rispettare la graduatoria degli assegnatari di alloggi pubblici. La protesta è stata particolarmente dura con un bilancio di 12 poliziotti feriti e due persone arrestate. Gli sgomberi, su decisione del Prefetto, sono stati, al momento, rinviati. L’occupazione abusiva ad Afragola è una problematica, purtroppo, molto diffusa e che riguarda oltre 1000 famiglie, tra occupanti senza diritto, morosi nei confronti del Comune e, per la maggior parte, di famiglie che occupano edifici abusivi sul territorio. Alla luce di questi episodi, il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno che chiede un intervento legislativo del Consiglio regionale per la regolarizzazione degli occupanti senza titolo del quartiere Salicelle.

Ciò ha innescato le reazioni politiche che, via via, si fanno sempre più accese. Gennaro Giustino, leader del Movimento per Afragola, condanna l’operato della giunta Nespoli: “Si tratta di una questione spinosa che ha messo in evidenza, ancora una volta, l’incapacità e i limiti di un’amministrazione distante dal territorio, lontana dalle esigenze della gente. Continuano a mortificare le istituzioni, quando poi si trovano con l’acqua alla gola chiedono aiuto al consiglio comunale facendo appello a quel senso di responsabilità che gli esponenti del Pdl, il sindaco e gli assessori non conoscono. Qualche anno fa hanno approvato la delibera di giunta sbandierando di aver risolto il problema: volevano liberare tutte le case con l’uso della forza. Non si sono posti altri quesiti. Quando poi - aggiunge Giustino - si sono ritrovati di fronte alla cruda realtà, hanno fatto marcia indietro e sono venuti in aula tentando di scaricare l’emergenza e le loro inefficienze sulle spalle di tutti. L’opposizione, nonostante tutto, non si è tirata indietro, nei limiti del possibile ha dato il suo contributo stravolgendo il contenuto dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Di più non possiamo fare, consapevoli che l’amministrazione si è mossa in ritardo dimostrando incapacità, inefficienza ed inconsapevolezza, interessandosi solo ai problemi personali e non a quelli della collettività. Per cui la soluzione è una sola: Nespoli e company sono incapaci e se ne devono andare e lasciare il posto a gente competente che vuole lavorare nell’interesse della comunità.”

Sul fronte opposto, il consigliere Mario Carnevale, capogruppo del Pdl, difende l’operato del sindaco e della giunta: “Quella degli occupanti abusivi è una situazione ormai incancrenita da anni. Quelli oggi interessati dallo sfratto sono gli occupanti che non sono rientrati nella sanatoria del 2000, la quale permetteva agli occupanti abusivi fino al 31 dicembre 1998 di regolarizzare la propri posizione. Molti non sono rientrati per il semplice fatto che hanno occupato gli alloggi abusivi dopo il 31 Dicembre del 1998. Tra questi, - osserva Carnevale - alcuni hanno deciso di autodenunciarsi e mettersi in regola, altri no , probabilmente facendo leva sull’idea che la legge, lo Stato, assente per anni, non sarebbe mai arrivato nel rione. È una triste considerazione, ma è così. A parte ci sono i casi di reale difficoltà e indigenza ma che, comunque, si configurano come illegali”.

Lo stesso Sindaco Nespoli precisa: “ Dobbiamo applicare la legge e la Prefettura ci obbliga a rispettare la graduatoria degli assegnatari di alloggi pubblici che fu varata ai tempi del prefetto Pansa. Tra gli abusivi del Rione Salicelle, molti non hanno fruito della sanatoria regionale perché non hanno pagato in questi anni neanche il canone Iacp ( Istituto Autonomo Case Popolari ), che è di circa 15 euro al mese. Purtroppo si tratta di una guerra tra poveri e noi abbiamo già sollecitato la Regione ad intervenire con una legge ad hoc”.

La questione, dunque, si presenta molto complessa, specie quando si tratta di persone che corrono il rischio di essere buttati in mezzo alla strada. Ma è anche vero che bisogna garantire la legalità, laddove, come nel Rione Salicelle, le organizzazioni criminali cercano di imporre con la violenza la propria legge.

Motivo per il quale, l’auspicio è che si trovino delle soluzioni condivise tra le istituzioni che governano il paese, la Regione e la Prefettura, atte a risolvere questo tipo di problematiche e far trionfare quei diritti di cui tutti i cittadini devono godere. In primis, quello della casa.

Fulvio Pannone





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