La prima tappa della giornata napoletana della Duchessa di Cornovaglia, Camilla Parker Bowles, è stata la villa La Gloriette, bene confiscato alla camorra. Qui ad accoglierla, insieme alle autorità istituzionali e ai vertici delle forze dell'ordine, le tante cooperative e strutture che si occupano di disabilità, recupero sociale e sostegno ai familiari delle vittime innocenti di criminalità. La Duchessa ha avuto attenzione per tutti i presenti con cui si è fermata informandosi delle attività. Dopo aver salutato i ragazzi dell'orchestra Sanitansamble, diretta da Paolo Acunzo, Camilla, accompagnata dall'Ambasciatore britannico Jill Morris, è entrata nella struttura dove, su una parete, è rimasto un murales, fatto realizzare dal boss Michele Zaza, che raffigura alcuni animali ritenuti 'simboli' del potere dei boss. Alla spiegazione del murale, del suo significato e delle ragioni per cui non è stato rimosso, la Duchessa ha sottolineato che "il male bisogna riconoscerlo per poterlo ostacolare". Proseguendo nella visita, Camilla si è intrattenuta nel laboratorio di cucina con i ragazzi disabili, seguiti dall'associazione l'Orsa maggiore, che avevano preparato un piccolo aperitivo di benvenuto. Lasciata la cucina, Camilla si è intrattenuta con Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e con alcuni rappresentanti del Coordinamento dei familiari della vittime di camorra. "State facendo un lavoro straordinario - ha affermato la Duchessa - siete una splendida organizzazione ed è stato un piacere conoscervi". La Duchessa, che ha voluto stringere la mano ai familiari, si è informata, seppur brevemente, delle loro singole storie. "Siete molto coraggiose - ha detto, rivolgendosi a madri, a vedove e figlie di vittime innocenti - mi auguro che tutti insieme possiate riuscire a migliorare la situazione". Non poteva mancare una foto ricordo con alle spalle il Golfo di Napoli e Castel dell'Ovo. Diversi i doni che la Duchessa ha ricevuto dalle numerose associazioni presenti: la guida in italiano e inglese realizzata dalla FAI (Federazione italiana antiracket) con l'elenco dei negozi che denunciano il pizzo; una confezione di marmellata e cioccolata fatta con latte di bufala dalla cooperativa E.V.A. che si occupa di donne vittime di violenza; una confezione di bottiglie di vino da La Bottega dei sapori e dei saperi di Libera e il Pacco alla Camorra con prodotti tipici coltivati in terre confiscate alle mafie. Per tutti Camilla ha avuto parole di sostegno e di ringraziamento. La Duchessa è stata particolarmente colpita dalle ceramiche e dai dolci fatti dai ragazzi del carcere minorile di Nisida. "Sono splendide" ha detto guardando le ceramiche, dopodiche', ha chiesto i nomi dei dolci tipici esposti: un baba', una caprese, una pastiera e una colomba pasquale. Prima di lasciare La Gloriette, Camilla ha assistito a una sfilata realizzata dalla cooperativa 'Altri orizzonti' che ha fondato il marchio 'Made in Castelvolturno'. Le ragazze che la cooperativa segue, favorendo il loro reinserimento sociale, hanno avuto l'onore di sfilare davanti alla Duchessa con gli abiti da loro stesse realizzati. Prima di lasciare la villa, una bambina ha donato alla Duchessa un bouquet di orchidee bianche. Al suo arrivo, Camilla era stata accolta dal vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, che ha spiegato "l'alto valore sociale" del recupero de beni confiscati "che devono essere restituiti alla socialità" e dall'assessore regionale Chiara Marciani che ha evidenziato "il cuore e l'anima che tanti volontari dedicano qui in Campania a disabili, a giovani e alle vittime di violenza". Una visita che cade a pochi giorni dalle dure polemiche tra l'associazione Orsa Maggiore, che occupa alcuni spazi della villa, e il Comune di Napoli rispetto all'esito di un bando pubblico per assegnare ulteriori aree della struttura





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